18 SETTEMBRE, TEATRO NUOVO DI REBBIO, ORE 21

Questa sera al Teatro Nuovo di Rebbio via Lissi, primo appuntamento in cui verrà proiettata una selezione di corti da e sulla Palestina di “Nazra Palestine Short Film Festival”.

Questa sera, 18 settembre, si parlerà di Gaza.

Il secondo appuntamento sarà il 27 settembre e si parlerà di Cisgiordania e diaspora.

Un’ occasione imperdibile per ascoltare la Palestina raccontata da voci palestinesi.

UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE:UNO SCEMPIO DEI FONDAMENTI DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA

Da ANPI Nazionale, 17 settembre 2026.

“L’approvazione della nuova legge elettorale in Senato aggrava la deriva di cui è vittima da tempo la democrazia italiana e il cui segnale più allarmante è l’abnorme astensionismo.
Il premio di maggioranza previsto ove una coalizione superi il 42% dei consensi – con un premio di oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato -determinerebbe un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto. Per di più potrebbe consentire alla maggioranza di governo di eleggere da sola il Presidente della Repubblica, la maggioranza dei componenti della Corte costituzionale, i membri laici del Consiglio Superiore della Magistratura.
I capilista bloccati sarebbero decisi dalle segreterie dei partiti. Per le loro candidature non esiste alcun obbligo di equilibrio fra i generi, per cui i capilista potrebbero in teoria essere tutti uomini. Le preferenze valgono soltanto per i nominativi successivi per i quali è sì prevista l’alternanza di genere, ma essi costituiranno una piccola minoranza degli eletti. 
L’obbligo di indicare il candidato premier da parte di ciascuna lista o coalizione espropria di fatto il Presidente della Repubblica dal suo potere di scelta del candidato presidente del Consiglio, anticipando in modo subdolo la riforma del premierato da tempo annunciata dal governo Meloni.
I partiti non presenti in parlamento che intendessero presentare una lista dovranno raccogliere 6.000 firme per ogni collegio, per un totale di alcune centinaia di migliaia, col divieto di raccolta firme online: così di fatto si impedisce a tutti i cittadini di poter accedere alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza. 
Il governo nei giorni scorsi ha enfaticamente celebrato la sua stabilità, confermando così che non c’è bisogno di leggi che la garantiscano. Non sono le leggi elettorali ma è la coesione politica a garantire la stabilità di un governo. 
Questa legge elettorale, indipendentemente da chi vinca, colpisce al cuore il Parlamento come luogo di rappresentanza della sovranità popolare, confisca il potere degli elettori di scegliere gli eletti consegnandolo ancora alle segreterie dei partiti, riduce i poteri e le funzioni del Presidente della Repubblica, taglia drasticamente la rappresentanza femminile, conculca il diritto dei cittadini di accedere alle cariche elettive.
Nelle prossime settimane la legge passerà alla Camera. Ancora una volta facciamo appello a tutte le forze politiche affinché non si compia uno scempio dei fondamenti della democrazia italiana”

SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

COMUNICATO ANPI

L’ANPI nazionale aderisce e partecipa al presidio promosso per le ore 13 del 9 settembre davanti a Montecitorio contro l’approvazione del cosiddetto “disegno di legge contro l’antisemitismo” perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

Il contrasto e la condanna dell’antisemitismo, espressione delle formazioni che si richiamano alle ideologie suprematiste, xenofobe e razziste, condannate dalla storia e che violano l’art. 3 della Costituzione, è stato, è e sarà un impegno costante dell’ANPI che in più occasioni ha anche chiesto e sollecitato l’intervento delle istituzioni preposte al rispetto delle leggi italiane.

Assieme, il Comitato Nazionale ribadisce l’importanza di un dialogo franco, aperto e continuo con le comunità ebraiche sia a livello nazionale che territoriale – in particolare in un momento storico così tragico – per la ricerca di un terreno comune sui temi dell’antifascismo e delle celebrazioni del 25 aprile, nella chiarezza del confronto politico.

Il Comitato Nazionale ribadisce che l’ANPI, richiamandosi ai principi fondativi della Resistenza, della Costituzione italiana e del diritto internazionale, ha assunto da sempre una posizione netta di condanna delle politiche israeliane nei confronti del popolo palestinese. Quanto sta avvenendo a Gaza non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra.

Inoltre la violenza scatenata dai coloni, appoggiata dalle forze militari di Israele nei territori della Cisgiordania, è intollerabile, è contro il diritto internazionale, è contro tutte le risoluzioni dell’ONU ed è volta solo al progetto di distruzione totale o parziale di una intera popolazione.

Il Comitato Nazionale dell’ANPI denuncia la complicità del governo italiano nella politica criminale di Israele, in quanto il governo non ha mai fatto cessare il commercio di armi con Tel Aviv e si è opposto in ogni modo alla sospensione dell’accordo commerciale fra Unione Europea e Israele, nonostante tale accordo fosse esplicitamente condizionato dal rispetto dei diritti umani.

Per l’ANPI, la questione palestinese non è solo geopolitica, ma profondamente etica e storica. L’associazione richiama il dovere della Memoria: chi ha conosciuto il fascismo, le deportazioni, le leggi razziali e i crimini contro l’umanità non può restare indifferente davanti al popolo palestinese che è stato privato di diritti, terra e futuro.

In questa prospettiva, la difesa del popolo palestinese non è mai assimilata all’antisemitismo, che l’ANPI condanna senza ambiguità. Al contrario, ribadiamo la fermezza dei nostri principi e dei nostri valori nella Memoria della dolorosissima storia del popolo ebraico, delle persecuzioni e delle discriminazioni, che culminarono con il nazifascismo, con le leggi razziali del 1938, fino all’abisso della Shoah.

La posizione dell’ANPI sulla Palestina si colloca in una visione coerente con i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della Costituzione italiana: opposizione a ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio; difesa del diritto internazionale; solidarietà attiva con i popoli oppressi, lotta ad ogni forma di razzismo e discriminazione razziale.

L’ANPI rimane fermamente convinta del diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli, come stabilito dalle norme del diritto nazionale ed internazionale e per questa ragione ribadisce la richiesta al governo italiano di immediato riconoscimento dello Stato di Palestina

Comitato Nazionale Anpi

FOGLIO DI VIA A CINQUE MILITANTI DI DO.RA

DOPO I FATTI DI DONGO DEL 26 APRILE

La Questura di Como ha avviato il procedimento nei confronti di cinque partecipanti alla commemorazione dei gerarchi fascisti della Repubblica Sociale Italiana. Tra loro Alessandro Limido, 46 anni, presidente della Comunità militante dei Dodici Raggi, formazione dell’ estrema destra varesina.

Negli atti della Divisione Anticrimine si legge che Limido si sarebbe reso responsabile di gravi disordini per l’ ordine e la sicurezza pubblica e avrebbe cercato di provocare uno scontro tra manifestanti. Nella stessa giornata era stato deferito per violazione dell’ art. 5 della legge Scelba.

La mattina del 26 aprile a Dongo si erano svolte, con l’ autorizzazione della Prefettura, due manifestazioni contrapposte, da un lato qualche decina di militanti dell’ estrema destra aveva commemorato, con tanto di saluti romani e rito del presente, quindici gerarchi fascisti della RSI, fucilati a Dongo il 28 aprile dopo essere stati catturati mentre cercavano di fuggire all’ estero; dall’ altro, a contestare, centinaia di manifestanti antifascisti, tra loro diversi rappresentati di partito e associazioni, fra cui l’ europarlamentare Ilaria Salis.

Quello recapitato ai cinque è, appunto, un avvio di procedimento amministrativo per l’ emissione del foglio di via. Hanno dieci giorni per presentare memorie e documenti, poi deciderà la Questura.

Limido ha dichiarato: ” non ci opporremo, perchè non servirà, l’ intento è di impedirci di partecipare. Vedremo”.

Da La Prealpina del 31 agosto 2026.

foto de La Prealpina.

LUTTO ALL’ ANPI.

La sera di lunedì 31 agosto è mancata Wanda Auguadro, moglie del partigiano combattente Erminio Lissi e madre delle nostre iscritte Grazia e Patrizia Lissi, alle quali vanno le nostre più sentite condoglianze.

Chi volesse partecipare ai funerali, saranno domani, mercoledì 2 settembre, nella chiesa di San Martino a Rebbio.

5 SETTEMBRE, SPAZIO GLORIA

Sabato 5 settembre allo Spazio Gloria in via Varesina 72 Como, nell’ambito del XVI Forum de L’Altra Cernobbio, Ho visto un re, teatro collettivo contro i re e le loro guerre.

Alice Bettinelli e Ivan Taffelli • Puntoteatrostudio • Rosacoque e Stefano Annoni •Arianna Pollini •Mumble Teatro • Stefano De Luca • Cristina Quadrio • Orizzonti Inclinati • Arci Trebisonda.
Presenta Dario Onofrio (Arci Como) • interviene Cecilia Begal (co-portavoce di Sbilanciamoci)

Comitato artistico
Dario Onofrio, Ilaria Casati, Miriana Ronchetti, Cristina Quadrio, Giuseppe Adduci

Alle19 banchetto regale gratuito offerto da Soci Coop Como e Coop Lombardia• ore 20,30 inizio spettacolo Ingresso libero

Leggi il programma completo del Forum che si svolge a Cernobbio il 5 settembre dalle 9,30 alle 17 https://ecoinformazioni.com/…/5-settembre-a-cernobbio…/ 

5 SETTEMBRE, CERNOBBIO, CONTRO I RE E LE LORO GUERRE

Si terrà sabato 5 settembre 2026 a Cernobbio (Sala di Via delle Cinque Giornate 5) il XVI Forum nazionale dell’altra Cernobbio, promosso dalla campagna Sbilanciamoci! insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo. Il titolo dell’edizione di quest’anno è Un’economia di pace. Contro la guerra, un nuovo modello di sviluppo.

Parteciperanno economiste ed economisti, ricercatori, sindacalisti ed esponenti della variegata galassia delle associazioni che fanno parte delle due reti promotrici, alle quali aderiscono oltre 100 organizzazioni.

I temi affrontati quest’anno sono quelli della riduzione delle spese militari e della riconversione dell’industria bellica, delle conseguenze dannose delle guerre sull’economia e sulla vita delle persone, della necessità di un modello di sviluppo sostenibile e di qualità fondato sui diritti, la pace, l’ambiente. Faro per le organizzazioni promotrici è una politica di pace fondata sulla cooperazione e sulla democrazia internazionale, un’economia di giustizia, contro le diseguaglianze.

Il Forum si concluderà con gli impegni e le proposte verso la legge di bilancio 2027 e le elezioni politiche: al centro gli investimenti pubblici per la transizione ecologica, la riconversione del sistema produttivo, la sanità e l’istruzione pubblica, i servizi sociali per il welfare e l’accoglienza dei cittadini migranti.

“Mentre al workshop dello Studio Ambrosetti – affermano Cecilia Begal e Giulio Marcon, co-portavoce  di Sbilanciamoci- ci ripropongono da 40 anni le stesse ricette fallimentari che hanno fatto crescere diseguaglianze, guerre e peggioramento del clima, noi vogliamo dire che un’altra economia è possibile: quella fondata sulla pace, i diritti, la sostenibilità”

I lavori si articolano in due momenti: la mattina (ore 9.30-13.00) dedicata a “L’impatto della guerra sull’economia e la società”, con le sessioni sulla militarizzazione dell’economia e sulle conseguenze per la globalizzazione, il lavoro e le produzioni; il pomeriggio (ore 14.00-17.00) dedicato a “Le alternative dell’economia di pace”, con le sessioni su un’economia del lavoro, dell’ambiente e dei diritti e su un modello di sviluppo sostenibile.

La giornata si chiuderà alle ore 21.00 allo Spazio Gloria (via Varesina 72, Como) con “Ho visto un Re…”, “concerto” teatrale di diverse compagnie contro i Re e le loro guerre, presentato da Dario Onofrio (Arci) e con l’intervento di Cecilia Begal, co-portavoce di Sbilanciamoci!.