OGGI, 21 GIUGNO, PASSEGGIATA PARTIGIANA

Bellissima camminata organizzata da Anpi Dongo sul secondo sentiero partigiano, che da Mottafoiada porta al passo del Giovo.

Abbiamo ricordato i nostri partigiani, uccisi in quei luoghi dalle Brigate Nere, in particolare abbiamo ricordato Giulio Paracchini, eroe della Resistenza, grazie alle parole del nipote Roberto.

Un ringraziamento alla pro-loco di Garzeno, che ha cucinato un’ ottima polenta, al sindaco di Garzeno che è stato con noi, al Gruppo di Musica Popolare D’Altrocanto e al Duo Folk Resistente di Anga e Ste che ci hanno allietati con la loro musica.

CECCO BELLOSI ASSOLTO

E’ CON PIENA SODDISFAZIONE CHE STAMATTINA, AL TRIBUNALE DI COMO, ABBIAMO APPRESO LA NOTIZIA DELLA PIENA ASSOLUZIONE DI CECCO BELLOSI

Bellosi era reo confesso di aver levato dei fiori dalla teca commemorativa a Giulino di Mezzegra, nel luogo dove era stato fucilato Benito Mussolini.

Quei fiori non erano stati messi per umana pietà o per sentimento religioso, ma volevano costituire un gesto celebrativo della figura del duce. La tesi sostenuta da Cecco Bellosi e del suo avvocato difensore Davide Steccanella, è che quei fiori rappresentavano un oltraggio alla nostra Repubblica nata dalla Resistenza e un’ apologia del fascismo. Da qui l’ assoluzione, Bellosi ha agito nel pieno rispetto delle leggi della nostra Repubblica antifascista.

COMO, VENERDI’ 19 GIUGNO, PRESIDIO ANTIFASCISTA

DALLE ORE 9,00 DAVANTI AL TRIBUNALE DI COMO

Comunicato Anpi Dongo

L’ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA

Venerdi 19 giugno ore 9 presso il Tribunale di Como si terra’ la seconda e ultima udienza del processo a Cecco Bellosi per danneggiamento alla teca e alla lapide raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. Considerate, la teca e la lapide che in realta’ sono la stessa cosa, come “beni esposti per necessita’ alla pubblica fede”. Non e’ uno scherzo perche’ cosi cita il capo d’imputazione. Quindi un monumento a Mussolini nel luogo dove e’ stato fucilato da tre partigiani eseguendo la sentenza emessa in nome del popolo italiano dal Comitato di Liberazione Alta Italia viene ritenuto un bene pubblico e non un apologia di fascismo. Non a caso la denuncia viene fatta dal rappresentante di un organizzazione neofascista. La notte del 28 aprile anniversario del tirannicidio Cecco ha tolto i fiori che mani fascista avevano apposto sopra la teca; non ha fatto altro. E ci sembra surreale che sia accusato di antifascismo. Venerdi 19 ore 9 si puo partecipare alla seduta nell’aula del tribunale.